Gli sport agonistici hanno raggiunto dei livelli di performance talmente elevati, da rendere l’allenamento mentale la marcia in più per raggiungere gli obiettivi prefissati
Il lavoro dello psicologo consiste nel fornire allo sportivo strumenti che gli permettano di essere più presente in ciò che fa e di sviluppare strategie utili al richiamo dell’attenzione durante la performance.
Sono ormai note diverse strategie di preparazione mentale: il goal setting, le tecniche di visualizzazione, la mindfullness, le tecniche di autoregolazione, ecc.
Nello specifico il biofeedback e il neurofeedback sono tecniche tramite le quali gli sportivi osservano lo stato di alcuni loro parametri fisiologici e si allenano a modificarli per migliorare la loro prestazione.
Questi training risultano sicuramente molto utili nel percorso degli atleti; tuttavia per aiutarli nella loro gestione psicofisiologica è necessario educarli alle funzioni del sistema nervoso e del cervello.
Imparare come funziona la propria attività cerebrale, permette agli atleti di riconoscere quando si è veramente incentrati sul presente e di gestire efficacemente la propria attenzione, eliminando così l’ansia pre-gara e le tensioni legate allo stress.
Imparare a conoscere il sistema nervoso e i meccanismi fisiologici: la temperatura corporea, i parametri respiratori, il battito cardiaco e la conduttanza cutanea, aiuta efficacemente nella gestione di tali parametri e nel raggiungimento di elevati livelli di performance