Ogni adolescente è impegnato a crearsi una identità stabile, al fine di rapportarsi adeguatamente al contesto sociale nel quale vive.
Fra gli aspetti chiave della costruzione identitaria c’è la capacità di sviluppare un coping adeguato, cioè un’insieme di meccanismi psicologici messi in atto per fronteggiare le situazioni potenzialmente stressanti o pericolose.
Il coping comprende una gamma di comportamenti funzionali all’adattamento, alla percezione di controllo, all’evitamento o alla soluzione realistica di un problema. Gli stili con cui si affrontano i problemi possono essere più o meno funzionali.
Secondo una delle definizioni di coping di Lazarus troviamo l’importanza del legame che il coping ha con il contesto piuttosto che con le caratteristiche personali; questo sottolinea l’importanza dell’influenza dei contesti sociali in cui l’adolescente passa la maggior parte del tempo.
Ci chiediamo: gli sport di squadra influenzano le risposte di coping?
Le ricerche ritengono che lo sport possa essere un ottimo mezzo per favorire lo sviluppo cognitivo e i meccanismi di coping.
In uno studio condotto da Anshel e Wells nel 2000 su un campione di giocatori di pallacanestro, venne stato chiesto ai partecipanti di completare un inventario finalizzato all’identificazione delle strategie di coping da loro stessi adottate durante lo svolgimento di alcune situazioni stressanti predeterminate. Gli esiti mostrano la scelta, da parte degli atleti, di adottare strategie di affrontamento funzionale del problema, specialmente in situazioni controllabili. Sembrerebbe inoltre che la maggior parte di queste strategie siano state apprese durante la pratica del basket insieme ai propri compagni di squadra.
Risulta quindi chiaro che aver imparato come reagire positivamente ai problemi all’interno di una squadra sia di aiuto ai ragazzi per affrontare positivamente i problemi che gli si presentano nella vita.